Le mie prime storie risalgono a prima di saper scrivere, quando invento episodi di fantasia dei Transformers e li detto.
Nel corso degli anni in particolare grazie alla macchina da scrivere (arrivata nel 1991) e del PC (1994) sperimento romanzetti ispirati ai libri di guerra, ai videogiochi e agli anime giapponesi.
Negli ultimi anni dell'adolescenza - le grandi fonti di ispirazione sono il progressive rock e l'epica indiana - scrivo poesie e liriche: a partire da un testo, una sorta di repilogo del Ramayana che doveva suonare simile a In the court of the Crimson King, concepisco quello che è a tutt'ora il mio romanzo nel cassetto (2001).
Giochi di ruolo e racconti di Lovecraft ispirano poi il mio primo vero racconto, uno di quelli che ho più cari, L'ombra su Immandibolicco (2002), in cui ripropongo gli scenari grotteschi di The shadow over Innsmouth in piena Bassa Friulana.
Dopo Immandibolicco l'attività letteraria prosegue sul filone del racconto con ambientazioni friulane. È dell'autunno 2003 Cerchi nel grano avvistati nel Cividalese, in cui una compagine di funzionari pubblici segue la pista dei cerchi nel grano nelle colline del Cividalese. L'opera è profetica (o io ero in combutta con gli alieni): cerchi nel grano sarebbero stati avvistati per davvero nel Cividalese due anni dopo.
Il 2004 è l'anno della svolta: invitato da un amico pazzoide, Beniamino, a partecipare al concorso organizzato dai Tolkeniani preparo in un mese ben due racconti lunghi e dai contenuti molto originali. Il risultato, io e Beniamino parimerito al secondo posto.
Dalla premiazione dei Tolkeniani nell'estate 2004 inizia la mia carriera letteraria vera e propria, la fase "storica": di questa parlerò nel sito.
Ho lasciato un piccolo spazio in questa sezione anche alle mie passioni secondarie, i disegni, qualche fumetto e una poesia.
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Lavori variViaggiare non consiste nel vedere nuovi posti, ma nel guardare con nuovi occhi.
(Marcel Proust)